Blade Runner 2049. L’attesa è (quasi) finita

Blade Runner 2049
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Blade Runner 2049, attesissimo sequel del capolavoro di Ridley Scott del 1982, debutterà nelle sale italiane il prossimo 5 ottobre. Ci sono voluti ben trentacinque anni, ma a quanto pare ne sarà valsa la pena. 

Blade Runner è uno dei film che hanno fatto la storia del cinema. Studiato, analizzato, scopiazzato impunemente eppure ancora inossidabile, anche dopo tanti anni. Ed è stata proprio questa sua perfezione ad impedire al regista Ridley Scott di realizzare un sequel. Si limitò alla realizzazione di diverse versioni dello stesso film (furono ben sette in totale, l’ultima delle quali nel 2007). 

Il prossimo 5 ottobre però, il mito verrà sfatato o, per meglio dire, sfidato. Blade Runner 2049 verrà presentato al pubblico di quasi tutto il pianeta e le ragioni per sperare di trovarci di fronte ad un vero e proprio capolavoro della fantascienza sono molteplici. Vediamole insieme. 

Blade Runner 2049: Gosling con Ford

Blade Runner 2049: Gosling e Ford

Dennis Villenueve. Ci è voluto il talento di quest’astro nascente della regia, già artefice del pluri-premiato Arrival, per convincere Scott e compagni che i tempi erano maturi. Villenevue è una garanzia di qualità, adora le sfide ed ama la fantascienza. Ciliegina sulla torta ha un rapporto con Scott che gli permette di confrontarsi con lui senza pericolo di sindrome del doppio gallo nel pollaio.

Il cast. Oltre all’intramontabile Harrison Ford, arzillo settantacinquenne toranto a vestire i panni del cacciatore di replicanti Rick Deckard, ritroveremo anche Edward James Olmos nei ruolo di Gaff. I nuovi innesti, poi, sono letteralmente da Oscar: Ryan Gosling, che interpreta il giovane Agente K che raccoglie il testimone di Deckard trent’anni dopo, Jared Leto, il misterioso Niander Wallace, e poi Robin Wright (la Signora Underwood di House of Cards), Ana de Armas, Mackenzie Davis, Sylvia Hoeks e Hiam Abbass. Poderoso. 

La cricca (e il budget). Perché non di sola recitazione e regia vive il cinema. Il fatto di avere in qualche modo confermato la presenza di Ridley Scott, sebbene questa volta nei panni di produttore, è a dir poco una garanzia. Altra conferma fondamentale è quella di Hampton Fancher (oggi ottantenne), lo sceneggiatore che già si occupò del copione del primo film. Se condite questi ingredienti con i 185 milioni di dollari di budget (sebbene non confermati ufficialmente), le probabilità di vedere un buon lavoro non mancano.

La storia. Pare che la trama si svolgerà tutta intorno al personaggio di Deckard che, dopo essersi eclissato per trentanni, viene ritrovato e ricondotto al centro dell’azione dal giovane Agente K, che si sta occupando di un caso di enorme importanza e dove tutte le prove riconducono proprio al nome del vecchio protagonista della storia. Il racconto rispetterà in pieno i fatti precedentemente accaduti, ma non per questo annoierà il nuovo pubblico che – magari – è meno affezionato a quello che successe nella prima pellicola. I bene informati giurano che l’equilibrio trovato da Fancher, assistito per l’occasione dal bravissimo Michael Green, che quest’anno rischia il jackpot essendo l’autore di successi quali Logan, Alien: covenant e della serie American Gods

Blade Runner 2049: Leto

Blade Runner 2049: Un’inquetante immagine di Leto

Le reazioni dei critici. La Warner Bros, caso più unico che raro, ha fatto firmare dei veri e propri contratti (NDA) ai critici e giornalisti che ha invitato a vedere in anterpima Blade Runner 2049, permettendo loro di commentare la pellicola con un tweet o poco più a partire da qualche giorno fa. Una mossa che per molti è stata azzardata, considerando che viviamo nell’era di Rotten Tomatoes in cui molto spesso basta un parere negativo per creare un gregge di peco-critici capaci di affossare anche il migliore dei capolavori, ma che in realtà si è dimostrata azzeccatissima. Non vi è infatti un solo gornalista, blogger o critico cinematografico che abbia speso parole negative nei confronti di questo film. Un record. E da oggi (venerdì) alle 14:00 di Los Angeles, queste persone sono autorizzate a pubblicare le loro recensioni complete. Altra benzina sul fuoco dell’attesa di noi comuni mortali.

Direi che potrebbe già bastare così, ma mi permetto di aggiungere un altro motivo: l’attesa. Sono ormai trentacinque anni che, periodicamente, chi più chi meno, riguardiamo Blade Runner sui nostri computer e sulle nostre TV. E sfido chiunque di voi a non avere mai detto, o almeno sentito dire ad un amico: “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginavi“, facendo il verso al replicante Batty che pronuncia quelle parole poco prima di morire.

E’ giunto il momento di scoprire cosa accadde dopo, in un futuro ancora più lontano di quello raccontato nel 1982.     

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