Britannia. Storia e magia si fondono nel racconto di un’invasione

Britannia
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Britannia racconta l’invasione romana dell’isola che oggi conosciamo come Regno Unito. Giochi di potere e misteriose forze soprannaturali si mescolano per regalarci un racconto vivido e ricco di colpi di scena. 

Britannia si candida per occupare il vuoto lasciato da Vikings nel cuore degli amanti delle serie a contenuto storico. Sono infatti in molti coloro che, dopo la morte di Ragnar Lothbrock nella quarta stagione, si sono disinnamorati della famosa serie di History Channel. Niente paura. Britannia promette di riproporci tutto quello che abbiamo amato di Vikings e molto di più.

Le fazioni che si giocano il destino della grande isola a Nord dell’Europa sono sostanzialmente quattro. I due regni celtici guidati dagli acerrimi nemici Pellenor (Ian McDiarmid) e Antedia (Zoë Wanamaker),  le legioni romane capitanate dal Generale Aulo Plauzio – interpretato da David Morrissey, già noto al pubblico grazie al ruolo del Governatore in The Walking Dead – e, infine, i Druidi. Esseri tra l’umano ed il demoniaco capaci di scatenare le forze oscure. 

L’inizio del racconto è all’insegna del sangue. Il fallimento del matrimonio combinato che avrebbe dovuto unire i due regni locali si trasforma in una carneficina alla quale partecipa anche Kerra (Kelly Reilly), la figlia di Re Pellenor tanto odiata da Antedia. Ben presto, però, le diatribe interne dovranno essere messe da parte perché, quella stessa notte, ventimila legionari dell’Impero sbarcheranno e cominceranno la loro guerra di colonizzazione. 

Britannia: Kerra

Britannia: la splendida Kerra

La Britannia, la cui conquista era già stata vanamente tentata da Giulio Cesare, era conosciuta come terra misteriosa e piena di pericoli. Premessa che sicuramente non scatenava i favori dell’esercito. Ma la strategia del Generale Aulo questa volta era differente. Per conquistare quella terra e soggiogare quella gente non serviva combattere i loro guerrieri. Bisognava conquistare i loro Dei. L’attuazione di quel piano perfetto passerà attraverso lo scontro con i Druidi e le loro forze nere. Solo conquistando quel mondo la Britannia diventerà romana. 

Britannia è una serie criptica. Ci vuole un intero episodio per comprendere la disposizione iniziale dei quattro schieramenti. E non appena crediamo di averla compresa, la storia aggiunge nuove pedine allo scacchiere. Quello che appare chiaro fin da subito, è che il ruolo dei Druidi e della magia nera sarà fondamentale per il proseguo della storia e questo permette allo spettatore di ipotizzare quello che accadrà negli episodi successivi.

Ricercata nei costumi e splendida nella fotografia, Britannia vanta un cast di tutto rispetto dove Morrissey e la Reilly sono il fiore all’occhiello. La serie è stata ideata da Jez Butterworth ed è il primo tentativo di co-produzione tra Sky e Amazon Prime Video. Questa prima stagione vanta nove episodi di circa un’ora ciascuno e sta riscuotendo un grande successo nel mondo anglosassone, nonostante alcune critiche dovute a delle inesattezze storiche relative ai popoli locali. 

Britannia: il Generale e il capo dei Druidi

Britannia: il Generale incontra il capo dei Druidi

Britannia si presenta come una serie dove la strategia e l’azione si uniscono per intrattenere un tipo di spettatore ben preciso. Ancora non è chiaro se la bilancia penderà più dal lato della prima o della seconda componente. I primi tre episodi, che ho avuto il piacere di vedere in anteprima, sono caratterizzati da un buon equilibrio. Se troverete il pilota un poco lento, non lasciatevi scoraggiare. Già nella seconda ora il ritmo cresce vistosamente.

Infine, una menzione d’onore per la colonna sonora e, in particolare, per le sigle di apertura e chiusura. Sebbene di primo acchito non c’entrino molto con il periodo storico, al secondo ascolto vi strapperanno un sorriso e al terzo vi saranno già entrate irrimediabilmente in testa. Un po’ come la serie stessa.

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