Il Messico nascosto: la foresta di mangrovie

Foresta di mangrovie Celestùn
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C’è una barca attraccata ad un pontile. Siamo soli, nel mezzo di una palude nella Riserva della Biosfera di Celestún, nello Yucatan. Con noi, sulla piccola canoa, sale Raygaspar, la nostra guida. Quando inizia a remare, in un attimo ci ritroviamo sul corso principale del fiume, dentro un fitto tunnel di mangrovie. Il silenzio spettrale della foresta ci abbraccia e su di noi cala la magia.
 
Foresta di mangrovie Celestùn

Tunnel di mangrovie

 
Siamo dentro alla più grande grande foresta di mangrovie di tutto lo Yucatan. Quello che si apre davanti a noi, all’improvviso, è a metà strada tra il surreale e lo stregato. 
 
Siete mai riusciti ad ascoltare il rumore del silenzio? Qui, nel primo tratto del tunnel, mi sommerge. I rumori del mondo esterno sono un ricordo lontano.
Si tratta di un silenzio quasi assordante. Ed è così spettrale da rendere la foresta ancora più suggestiva. Come se i suoi colori non la rendessero già abbastanza impressionante.
 
Man mano che ci addentriamo nel cuore della foresta, inizia a farsi strada il canto dei grilli. Poi quello di un uccello in lontananza. Quelle del vento tra le foglie. Lo scricchiolio dei rami al passaggio di qualche animale. E con i suoni arrivano anche i primi leggeri fasci di luce. I raggi del sole faticano ad entrare e creano dei folli giochi di luce e ombre.
 
Foresta di mangrovie Celestùn
 
Le mangrovie si intrecciano in modo talmente fitto da rendere quasi impossibile il nostro passaggio. Le radici si estendono al punto di sembrare braccia tese a bloccarci la strada. E sono loro, le radici, a dare all’acqua questo colore marrone-rossastro.
 
Foresta di mangrovie Celestùn

Sopra le nostre teste

  
Qui la natura si esprime nel suo grado massimo. Nessun segno dell’intervento dell’uomo. Tutto ciò che si può fare è rimanere in silenzio, completamente sedotti dal fascino di questo luogo. Navigare qui, è come entrare in un altro regno. Un regno dove a dominare è la natura, non più l’uomo.
 
Foresta di mangrovie Celestùn

Intrecci di mangrovie

 
La Riserva della Biosfera di Celestún  si trova nel punto più occidentale dello Yucatan ed è famosa per essere uno dei luoghi con la più alta concentrazione di fenicotteri di tutto il Messico. Sono proprio loro il motivo per cui inizialmente questo posto ha attirato tanto la mia attenzione. Solo dopo, infatti, ho scoperto che qui si estendeva la grande foresta di mangrovie, una delle più grandi meraviglie del Messico. 

Per visitarla, una volta entrati a Celestún, bisogna cercare il “Parador Ecoturisitco Maglares de Dzitun”, un’impresa locale di ecoturismo gestita da due ragazzi del posto: Raygaspar e Josè. Solo con loro è possibile attraversare per intero la foresta di mangrovie. Tutte le altre organizzazioni offrono tour su affollate barche a motore con le quali è impossibile entrare nel cuore della foresta.

Foresta di mangrovie Celestùn

In barca con Raygaspar

Quando il tour in barca finisce, Raygaspar ci porta verso la laguna e la palude, dove rimpiango le mie scarpe da trekking lasciate in macchina a favore delle infradito. Questo posto è conosciuto infatti come “el paraiso” dei boa.

Il nostro cammino termina nel bosco pietrificato dove i resti fossili degli alberi contrastano con il verde lussureggiante che ci circonda. Da lì, la nostra guida ci riaccompagna alla base a bordo di uno scoppiettante scooter con tanto di carrettino costruito a mano.

Foresta di mangrovie Celestùn

Il pontile sulla laguna

Foresta di mangrovie Celestùn

La palude

Foresta di mangrovie Celestùn

La foresta pietrificata

Come abbiamo fatto a trovare questa organizzazione eco-friendly “Parador Ecoturisitco Maglares de Dzitun”? Chiedendo alle persone del posto. Cercavo qualcuno che ci accompagnasse, senza turisti, nella visita della Riserva. Ed ecco che salta fuori il nome di Raygaspar e Josè.

Credo fortemente nell’eco-turismo, nel totale rispetto per le usanze e tradizioni del posto. Cerco di sostenere solo le realtà locali, fuggendo da tutte le organizzazioni turistiche che tolgono la peculiarità dei luoghi.

Questo, per me, è il modo migliore per entrare a contatto con i mondi che visitiamo. Il modo migliore per essere dei viaggiatori e non dei turisti.

Come diceva Einstein? “Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato”.

Non vale la pena allontanarsi dalla massa di turisti per scoprire da soli questi paradisi sconosciuti?

Foresta di mangrovie Celestùn

Le acque paludose della foresta

Foresta di mangrovie Celestùn

Di ritorno dal tour con Raygaspar

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