Il Self Training per la ricerca della Felicità: Step 1

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Nell’articolo precedente abbiamo parlato di come la Psicologia Positiva può aiutarci nell’aumentare il nostro attuale livello di felicità. Vi propongo da oggi, e per le prossime settimane, degli esercizi e riflessioni; dai più semplici ai più complessi.

Non sono affatto facili e immediati, richiedono costanza, tempo e impegno per poi diventare sempre più spontanei e automatici: diventando abitudini, come andare in bicicletta!

  

ESERCIZIO N.1

RICONOSCI LA TUA UNICITA’, IL TUO DONO, IL TUO POTENZIALE, E PENSA A COME SFRUTTARLO PER UNA CAUSA PIU’ GRANDE.

 

Se vuoi essere felice per un giorno dai una festa;

per due settimane, fai un viaggio;

per un anno, eredita una fortuna;

per tutta la vita, trova uno scopo degno.

(Anonimo)

 

A differenza degli animali, l’uomo ha un dono potente: indagare, curiosare su sé stesso, scoprirsi, ragionare. L’uomo può prendere decisioni e creare il suo percorso.

Per questo è necessario capire chi siamo noi, per costruire, su una base autentica, il nostro essere, valorizzandoci e sviluppandoci verso una crescita personale senza fine. Accettandoci, o provandoci almeno, per la nostra originalità e naturalezze, potremo in modo genuino sentirci bene senza bisogno di competere con nessun altro se non con noi stessi e in modo costruttivo.

Ricorda che qualsiasi talento e qualità (artistica, relazionale,sportiva..), è un’intelligenza, cioè una modalità non razionale per entrare in contatto con la conoscenza. Per raggiungere la felicità è necessario esprimere questo potenziale. Solo se si è pienamente consapevole, di cosa ti caratterizza, potrai valorizzare questo tocco, creando valore aggiunto.

 

 

IN PRATICA COSA DEVO FARE?

Fermati, siediti e scrivi: (è importante la fase di scrittura, vengono attivati processi cognitivi e coinvolge aree cerebrali differenti, quindi non limitarti al solo pensare. Scrivile se davvero vuoi fare un lavoro su te stesso!)

  • STEP 1. Quali sono le tue potenzialità? In cosa sei bravo? Riflettici bene e chiedi soprattutto ai tuoi amici, parenti, colleghi “chi sei veramente quando dai il meglio di te?” “Come ti descrivono i tuoi conoscenti, famigliari e amici?” “Quali sono le tue caratteristiche positive distintive?” Confrontati con qualcuno ed esplora te stesso. Dobbiamo cercare di valorizzare ciò che di meglio abbiamo, solo se si è pienamente consapevoli, si potrà creando valore aggiunto a noi, al mondo e ai nostri cari. Per aiutarti, ti elenco una breve lista di potenziali, evidenziata da Seligman e Peterson (2004), giusto per darti un’idea di quanto vasto sia il range delle “cose buone” che troppo spesso diamo per scontate:
   
  VIRTU’ POTENZIALITA’  
  Saggezza e conoscenza Creatività, curiosità, Apertura mentale, Amore per l’apprendimento, Lungimiranza

 

 
  Coraggio Audacia, Persistenza, Integrità, Vitalità

 

 
  Amore e umanità Amore, Gentilezza, Intelligenza sociale

 

 
  Giustizia Senso civico, Imparzialità, Leadership

 

 
  Temperanza

 

Capacità di perdonare, Umiltà e modestia, Prudenza, Autoregolazione (controllo)

 

 
  Spiritualità e trascendenza Capacità di apprezzare la bellezza, Gratitudine, Speranza, Humor, Religiosità.  
       

 

 

  • STEP 2. Queste potenzialità, una volta scoperte, mettile al servizio di qualcosa più grande di te: per la politica, per la società, nel volontariato, nelle persone vicino a te, nel lavoro, ovunque tu preferisca usale, non nasconderle! L’ O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma come benessere e qualità della vita per l’individuo non dipende solo dallo stato di salute fisico, ma anche da quando il soggetto percepisce di essere utile per gli altri. Più ti senti utile e bravo in ciò che fai più anche tu ti sentirai bene, ti sentirai coinvolto, emozionato positivamente, proverai la felicità e sarai direzionato verso qualcosa. Oltre alle potenzialità, anche i tuoi interessi, passioni e competenze sono un dono da sfruttare. E tu, cosa puoi offrirti e offrire?

 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:

  1. Rapp, S. Fischer-Baum, M. Miozzo. Modality and Morphology: What We Write May Not Be What We Say. Psychological Science, 2015; DOI: 10.1177/0956797615573520

Musick, M. A., & Wilson, J. (2003). Volunteering and depression: The role of psychological and social resources in different age groups. Social science & medicine56(2), 259-269

 

Sarah Bonomi

Dott.sa in Psicologia per il Benessere,
Empowerment, Riabilitazione e Tecnologie Positive.
Attivista per la promozione della Psicologia Positiva nei contesti individuali, sociali, privati e pubblici, nelle organizzazioni e nelle istituzioni.

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