La seconda stagione di Flaked. Chip è tornato

Flaked seconda stagione
RIPRODUZIONE RISERVATA : Copyright MilanoReporter

Flaked, la serie ideata e interpretata da Will Arnett per Netflix, demolita dalla critica ed amata dal pubblico, torna per una seconda stagione. Sei puntate per vedere se anche le bugie di Chip hanno le gambe corte.

Devo fare una premessa. Sono un grandissimo estimatore sia di Will Arnett che di Chip, il protagonista di Flaked. Ed è proprio per questo che scrivere quanto leggerete in queste righe ha richiesto uno sforzo più grande del normale. La ragione – che probabilmente avrete già intuito – è presto detta: la seconda stagione di Flaked è mediocre.  

Anche il meraviglioso mondo della sceneggiatura è caratterizzato da mode, tendenze, periodi in cui i racconti ed i personaggi seguono più o meno le stesse regole narrative. E’ innegabile che, nel mondo delle serie TV, vediamo ormai da qualche tempo una tendenza a raccontare vicende umane che privilegiano la creazione di empatia tra spettatore ed interpreti più che il raccontare accadimenti speciali e poco vicini alla realtà. Basti pensare a This is Us, Atlanta o, in buona parte, a Transparent. Tutte queste serie di successo hanno per protagonisti persone normali che vivono vite complesse ma non fuori dal comune e devono il loro successo al modo che hanno di raccontare e far provare emozioni. Flaked, almeno nella sua stagione d’esordio, non fa eccezione, andando in questa stessa direzione. 

Flaked: Chip & Cooler

Flaked: Chip con Cooler

Si racconta di Chip, alcolista anonimo che sembra tenere il suo problema sotto controllo, che vive a Venice, in California, gestendo un negozio di mobili dove non entra nessuno. Passa il suo tempo con gli amici e conosce London, una giovane ragazza di cui si innamora, per scoprire poi che è la sorella di un ragazzo che – anni prima – Chip aveva ucciso investendolo con la propria auto mentre guidava ubriaco (non è uno spoiler, tutto questo accade nella prima stagione). Le prime dieci puntate si concludono con Chip che, a suon di bugie più o meno romantiche, salva la comunità di Venice dalla costruzione di un Hotel, si mette insieme a London ma, purtroppo, perde la fiducia del suo migliore amico Dennis che aveva scoperto qualcosa di grosso: non era Chip a guidare la notte dell’incidente, era la sua ex-moglie. Lui si prese la colpa solo per proteggere lei.

La seconda stagione inizia più o meno da dove è terminata la prima, ma con un colpo di scena. Nonostante ciò che Chip aveva promesso, quell’Hotel si farà e tutta la comunità di Venice, ad eccezione di London naturalmente, odia colui che, in teoria, ne era stato il salvatore. Come se non bastasse, i due fidanzati non hanno una casa e vivono da ospiti poco graditi a casa di un’amica di London che odia Chip. Con Dennis ancora non si parlano, nascondendo rabbia e rancori repressi in una specie di falsa cordialità. 

Il fatto che la seconda stagione di Flaked abbia solo sei puntate (di circa mezzora l’una) non aiuta certo a costruire un intreccio di vicende interessante, ma di certo gli autori non si sono uccisi nel tentativo di rendere indimenticabile quanto potevano mettere in scena. Tutto ruota attorno a Chip, naturalmente ed è essenzialmente lui che tiene in piedi la storia. Lui e Venice, un posto decisamente unico nel suo genere, che riesce a profumare di casa, specialmente se guardato attraverso gli occhi dei suoi protagonisti. 

Flaked: Dennis protagonista

Flaked: Dennis

Oltre a quella di Chip (Will Arnett), è buona pure l’interpretazione di Dennis offerta da David Sullivan, sebbene il suo personaggio avrebbe potuto essere meno stereotipato. Un’evoluzione divertente, poi, quella del terzo amico Cooler (George Basil) che in questa stagione ricopre un ruolo più importante e divertente. Male invece il personaggio di London, troppo statico e privo di spessore. Un po’ come l’interpretazione di Ruth Kearney, l’attrice che la interpreta. 

Da salvare, anche in questa seconda stagione, la colonna sonora e la fotografia, oltre ai momenti divertenti della festa di compleanno di Cooler e del risveglio di Chip dopo la prima notte da senzatetto. Nel “mezzo twist” finale, poi, c’è decisamente lo zampino di Will Arnett (almeno questo complimento concedetemelo).

Troppo poco, purtroppo, per farci rivivere le emozioni pastello della prima stagione e per farci sperare in una terza.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*