La signora dello zoo di Varsavia

La signora dello zoo di Varsavia
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Mancano pochi giorni al debutto italiano de La signora dello zoo di Varsavia. La versione cinematografica del libro scritto da Diane Ackerman commuove e si candida per un ruolo da protagonista ai prossimi Oscar.

Le storie vere hanno un sapore diverso. E La signora dello zoo di Varsavia non fa eccezione. Un film che racconta di come eroismo e amore si possano opporre agli orrori della guerra. Una tragedia moderna che ha per palcoscenico una Varsavia incredula e sconvolta da eventi sanguinosissimi. Una città diventata teatro involontario dell’inizio del genocidio più grande della storia.

La signora dello zoo di Varsavia, ha per protagonisti  Jan Żabiński (Johan Heldenbergh) e sua moglie Antonina (Jessica Chastain), i guardiani dello zoo della città. Ci troviamo alla fine degli anni trenta, nel cuore di un’Europa che borbotta come una pentola di fagioli. Hitler e Stalin hanno appena firmato un patto di non belligeranza, e la Polonia si trova in mezzo a due fuochi. Anzi, a due bombe ad orologeria. Quella di marchio tedesco non tarda molto ad esplodere. Il bombardamento di Varsavia inizia nel settembre del 1939 ed in meno di un mese la città è in mano ai nazisti. E’ l’inizio della seconda guerra mondiale.   

La Signora dello Zoo di Varsavia: bombardamento

La Signora dello Zoo di Varsavia: il bombardamento

Lo splendido zoo della capitale polacca viene distrutto. Moltissimi animali muoiono nei bombardamenti ed altri vengono portati a Belino dallo zoologo Lutz Heck (Daniel Brühl), uomo di fiducia di Hitler. Astutamente, Jan e Antonina convincono Heck a trasformare ciò che resta dello zoo in una fattoria in cui allevare gli animali che avrebbero contribuito a sfamare i soldati tedeschi. Quello che i nazisti non sospettano è che Jan e Antonina, in realtà, utilizzeranno quella fattoria per nascondere e salvare centinaia di ebrei. 

La comunità ebraica di Varsavia era, in quel momento, la più grande d’Europa. Il ghetto ebraico, istituito dai nazisti nel 1940, ospitava circa 500,000 persone. In pratica, la metà della popolazione della città concentrata in un ventesimo della sua superficie. Condizioni di vita ben lontane dall’umano. 

Con la scusa di andare a recuperare gli avanzi di cucina di quell’enorme comunità e trasformarli in cibo per i suoi animali, Jan trasporta decine di giovani ebrei fuori dal ghetto. Pur sapendo che, nel caso venisse scoperto, il prezzo da pagare sarebbe altissimo. 

La signora dello zoo di Varsavia, come Schindler’s list, si appoggia al tema dell’olocausto ma non ha la pretesa di raccontarne l’essenza storica. Lo utilizza piuttosto come base per raccontare il viaggio umano dei suoi protagonisti. A cominciare da quello dei coniugi Żabiński, che poco a poco si rendono conto che la guerra è arrivata sulla porta della loro casa e decidono di rischiare tutto per aiutare gli altri. O del comandante Heck, uno zoologo appassionato che il virus nazista trasforma in una specie di mostro. E, naturalmente, quello di qualsiasi persona che ha vissuto gli orrori del ghetto per poi arrivare alla salvezza dello zoo. Come la piccola Urszula (Shira Haas), stuprata a soli tredici anni da due soldati tedeschi e salvata dal coraggio di Jan.

La Signora dello Zoo di Varsavia: protagonisti

La Signora dello Zoo di Varsavia: i protagonisti

Da lode l’interpretazione di Antonina offerta da Jessica Chastain. Non solo per l’ottimo accento, ma soprattutto per la trasparenza delle sue emozioni. Un otto-volante di paura e gioia complicato da trasmettere in maniera credibile. Lo stesso possiamo dire per il belga Heldenbergh e il suo Jan. Meno interessante, invece, l’ufficiale tedesco messo in scena da Brühl. Un ruolo per lui non nuovo (Inglourious Basterds) e forse proprio per questo schiavo di meccanismi che poco si addicono a questa pellicola. 

La regia della neozelandese Niki Caro (Whale Rider, North Country, McFarland USA) è attenta e puntigliosa. Con un utilizzo dei piani e dei colori chiaramente volto ad accentuare l’emozione. Come con quel giallo acceso delle stelle di David dipinte dai bambini sulle pareti grige della cantina. Un chiaro simbolo della loro ricerca di luce nell’oscurità di quelle lunghe notti.  

Disponibile nelle nostre sale a partire dal 16 di Novembre, La signora dello zoo di Varsavia è il film perfetto per portare al cinema anche quelli che non ci vanno spesso. E’ un pezzo di storia che nessuno può permettersi di dimenticare, raccontato attraverso atti di eroismo improvvisati da persone comuni. Gente senza un fucile ma con un grande cuore che ha rischiato la propria vita per salvarne centinaia di altre. 

Un film che, oltre a commuovervi, potrebbe segnare per sempre la vostra coscienza cinematografica. 

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