Mosaic. Un altro thriller di successo per HBO

Mosaic
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Mosaic, la nuova mini-serie di HBO, è la storia di un delitto imperfetto. Si muove sul cammino iniziato da Fargo e proseguito da altre serie di successo come The Night Of o la piú recente The Sinner. Ed il suo contributo non è certo inferiore a quello dei suoi illustri predecessori.

Lo Utah è neve e malinconia. Il teatro perfetto per mettere in scena una storia come quella raccontata in Mosaic. Nessuna distrazione, personaggi schietti e niente effetti speciali. Potenzialmente una trappola per topi, a meno che non si disponga di un regista che si chiami Steven Soderbergh, un cast che includa una stella del calibro di Sharon Stone e la potenza di fuoco di HBO. 

Eric Neill (Frederick Weller), è una specie di truffatore che sta cercando di sedurre la ricca autrice di libri per bambini Olivia Lake (Sharon Stone) per conto di alcuni uomini interessati a un suo terreno. Più Eric conosce la donna, però, e più se ne innamora. Tanto da mandare all’aria il piano criminale e chiederla in sposa. Durante una festa, Eric decide di raccontare tutto alla futura moglie. Olivia va su tutte le furie, butta fuori di casa il fidanzato e, ubriaca, rimane sola in una dependance dove, il mattino seguente, verrà ritrovata morta. Le indagini verranno chiuse in fretta e furia e solo quattro anni dopo, a causa del ritrovamento del corpo, verranno riaperte portando alla luce nuovi incredibili scenari. 

Mosaic: Olivia con Eric

Mosaic: Olivia e Eric

Con Mosaic HBO continua la sua love story con il thriller e, quel che è ancora più importante, investe in una mini-serie. Un format che continuo a pensare sia il futuro della televisione digitale e non. La regia di Soderbergh è pulita e logica. I piani ricordano il suo lavoro in The Knick, mentre i colori mostrano un certo feeling tra il regista e gli scenari ruvidi dello Utah. 

Tra gli interpreti, oltre alla sempre splendida Sharon Stone e a un buonissimo Frederick Weller (il suo dialogo con la Stone, elemento chiave del secondo episodio, è da brividi), la sorpresa positiva si chiama Devin Ratray. Il fratello cattivo di Kevin in Mamma ho perso l’aereo è diventato un adulto dalle forme rotonde e con grandi capacità di recitazione. In Mosaic, interpreta il detective Nate Henry. Un poliziotto di provincia che si trova a dover gestire un caso che va ben oltre le sue competenze. Prima dovendo dar conto a un capo che non lo ascolta e non vede più in là del suo naso, e poi – quattro anni dopo – scontrandosi con l’opinione pubblica e gli interessi di chi non vuole che quel caso venga riaperto. 

Mosaic: Ratray

Mosaic: Ratray nei panni del detective

Curiosa la modalità di distribuzione del prodotto. Il lancio iniziale è stato in formato “App”. Un’applicazione interattiva per dispositivi Apple e Android dove l’utente gestiva l’evoluzione della storia scegliendo quale dei personaggi interpretare. Solo in seguito HBO ha prodotto e lanciato la serie TV nel suo formato classico. Probabilmente si vedranno sempre più esperimenti di questo tipo, in futuro. E non solo da parte di HBO.
E’ giusto che sia così. L’intrattenimento cambia insieme alle abitudini di chi lo fruisce e all’evoluzione della tecnologia. Quello che è importante è che il contenuto sia sempre l’elemento centrale del pacchetto. Una pessima storia non diventa piacevole semplicemente cambiando la maniera di consumarla. 

Mosaic ha fatto il suo debutto americano il formato App-interattiva lo scorso mese di novembre, e in forma di mini-serie televisiva a inizio anno. E’ disponibile in Italia dal 30 gennaio scorso (Sky Atlantic). Pubblico e critica lo hanno accolto positivamente in ambo i formati, pur senza sprecare troppi elogi. Probabilmente, la causa è quel finale frettoloso che avrebbe potuto (e dovuto) essere più coinvolgente ed emozionante. Ad ogni modo, con o senza l’approccio innovativo, stiamo parlando di un prodotto di qualità che saprà intrattenere gli amanti del genere.

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