Natale in casa Cupiello al Teatro Nuovo di Milano

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Uno dei testi più famosi del grande Eduardo De Filippo arriva al Teatro Nuovo di Milano. Venerdì 8 dicembre alle ore 15.30 è in scena “Natale in casa Cupiello” diretto da Gianluca Vitale e Piero Cognasso de L’Officina Culturale.

È la Vigilia di Natale e in casa di Luca Cupiello, “giocando” con il suo presepe Luca, il capofamiglia, cerca disperatamente di comunicare ai suoi cari i propri sentimenti per le cose semplici e tradizionali, ricevendone però in cambio solo indifferenza, fastidio e insofferenza. Lucariello, in un suo “tempo sospeso”, non si accorge (o non vuole accorgersi?) dei “guai” che circondano se stesso e la sua famiglia che, come tante, vive invece angosce e problemi quotidiani.

Un testo che è ormai da tempo un classico del teatro, portato in scena da L’Officina Culturale da Mario Pirrello nei panni di Luca, Assunta Musella nel ruolo di Concetta sua moglie, Rossano Vitale e Concetta Sileo, i suoi due figli, Vincenzo Mosca, il fratello; e ancora Raffaele Panariello nel ruolo del genero. Completano il cast Nunzio Guzzardi, Maurizio Cotevino, Laura Glionna, Valeria Valeri, Giuseppe Laguardia, Marilena Digani e Katia Bruno.

Una messa in scena essenziale in cui tutto pare galleggiare: una sorta di bolla sospesa, metafora del mondo interiore di Lucariello, nella quale i personaggi emergono in tutta la loro grottesca e drammatica umanità, trasportando così in una dimensione assoluta una situazione solo all’apparenza “famigliare”.

La messa in scena de L’Officina Culturale, pur rimanendo fedele al testo di Eduardo, ne propone una visione registica che, facendo seguito a un attento lavoro di lettura e analisi del sottotesto, va oltre la rappresentazione del copione in sé, cogliendone l’essenza e le motivazioni più profonde.

La scenografia è volutamente essenziale. Gli elementi fondamentali sono inseriti in un ambiente che non prevede pareti “domestiche” ma una semplice quintatura nera in cui tutto pare galleggiare: una sorta di bolla sospesa, metafora del mondo interiore di Lucariello. In un percorso che si snoda dalla farsa al dramma, anche la scelta di utilizzare arredi non sviluppati in altezza contribuisce a lasciare spazio ai personaggi, facendoli emergere in tutta la loro grottesca e drammatica umanità, trasportando così in una dimensione assoluta una situazione solo all’apparenza “famigliare”.

Marco Fioravanti
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