Preparate gli ombrelli, è in arrivo Geostorm

Geostorm
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Nel futuro raccontato da Geostorm, l’uomo è in grado di controllare il clima. Niente più tempeste, uragani o maremoti. Qualcuno, però, vuole trasformare questa tecnologia un’arma di distruzione di massa.

La condizione per poter apprezzare Geostorm è smettere di pensare. Spegnete il cervello, non chiedetevi come sia possibile che chi ha scritto il copione possa aver creduto che vi sareste bevuti una storia simile. Non soffermatevi troppo sulla gente congelata, gli improbabili viaggi interspaziali o le altre fesserie che insultano la vostra intelligenza. Se riuscirete a farlo, finirete per divertirvi. 

Jake Lawson (Gerard Butler) è l’inventore di una rete di satelliti intelligenti in grado di identificare e fermare qualsiasi tipo di tempesta prima che questa cominci. Come? Sparando nel mezzo delle nubi che si stanno formano delle piccole capsule che, non si sa come, le dissolvono immediatamente.

Geostorm: Butler

Geostorm: Gerard Butler

Una soluzione finanziata dai governi cinese e americano. Paesi che, nel mondo reale, sono i principali responsabili della rovina climatica globale, ma – come detto – il cervello deve rimanere spento.

Il sistema ideato da Lawson si chiama Dutch boy. Un tributo alla vecchia storia del bimbo olandese che voleva chiudere la falla nella diga usando la punta del proprio dito. Per qualche anno Dutch boy fa il proprio dovere senza problemi poi, improvvisamente, qualcosa va storto. Alcuni deserti si congelano, intere città vengono sommerse dall’acqua. Dopo tanto (bel) tempo, la gente torna a morire per cause climatiche.

Inizialmente, tutti pensano che il sistema sia andato tilt, ma non è così. Alcuni criminali hanno trovato il modo di infiltrarsi nel cervello di Dutch boy e controllarne il funzionamento. E indovinate un po’ chi è l’unico uomo al mondo in grado di porre rimedio a questa situazione? Io, che il vostro cervello lo rispetto, non lo scrivo nemmeno. 

Geostorm è stato massacrato dalla critica di tutto il mondo e, sinceramente, non trova diverso destino in questa rubrica. La prima mezzora di film è una dichiarazione di guerra all’intelligenza umana e solo se accetterete una resa incondizionata, sarete in grado di apprezzare i seguenti ottanta minuti di film. E tutto sommato è un vero peccato, perché in Geostorm di cose buone ce ne sono anche.

Il cast per esempio. Oltre ad un Gerard Butler sempre tonico, ritroviamo Ed Harris (A Beautiful Mind, Armageddon), Jim Sturgess (21), l’australiana Abbie Cornish (Sucker Punch), Daniel Wu (che vedremo anche nel nuovo Tomb Rider) e molti altri attori di buon livello. 

Gli effetti speciali, poi, sono il vero e proprio punto di forza del film. Sia le tante scene nello spazio che quelle degli eventi catastrofici, sono realizzate impeccabilmente. E in un film dove ogni dieci minuti ci troviamo davanti ad un’esplosione, uno tsunami o una navicella spaziale, direi che è un elemento da non sottovalutare.

Geostorm: deserto congelato

Geostorm: il deserto congelato

Peccato per i tanti cliché che finiscono per rendere Geostrom una specie di film d’azione in stile Olympus has fallen. Il protagonista lupo solitario, con un figlia piccola che non vuole che il padre torni nello spazio. Il conto alla rovescia prima dell’arrivo della tempesta suprema. L’escalation degli eventi che spinge il protagonista a combattere contro la propria invenzione. L’esigenza di fare un riavvio in stile Windows per riportare tutto alla normalità. Peccato manchi il Presidente degli Stati Uniti che pilota uno shuttle, altrimenti saremmo arrivati a livelli di stupidità della storia raggiunti solo da Independence Day

Uscito negli Stati Uniti lo scorso 20 di ottobre, il film completerà la sua distribuzione mondiale durante il mese di novembre. Realizzato con un ragguardevole budget di 120 milioni di dollari,  ha già ottenuto incassi superiori ai 150 milioni. A dimostrazione che dei buoni effetti speciali valgono più di qualsiasi copione d’autore. 

E in effetti, nonostante tutte le sue sciocchezze, l’imponenza visiva di Geostorm finirà per intrattenervi. Sicuramente uno dei film più brutti dell’anno, ma non certo uno dei più noiosi. Scusate se è poco. 

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