Oscar 2018. Nomination, previsioni e grandi esclusi

Oscar 2018
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Gli Oscar 2018 sono alle porte. In settimana, l’Academy ha reso pubbliche le nomination di questa novantesima edizione. E non sono mancate le sorprese. 

L’edizione degli Oscar 2018 sarà molto differente da quella dello scorso anno. Nessun La La Land pronto a sbaragliare la concorrenza questa volta. Alcuni protagonisti, più o meno prevedibili, ma nessun vincitore annunciato come nell’edizione 2017 (anche se, a onor del vero, l’anno scorso ci fu un indimenticabile colpo di scena finale).

Eccovi i nominati per le categorie principali con una previsione su chi vincerà la statuetta e un commento su chi, nonostante i favori della vigilia, dovrà guardarsi la cerimonia in TV o, al massimo, dalla platea.

Miglior film:  “Call Me by Your Name”, “Darkest Hour”,“Dunkirk”, “Get Out”, “Lady Bird”, “Phantom Thread”, “The Post”, “The Shape of Water”, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”.
I favoriti per il premio di miglior pellicola sono tre: The Shape of Water di Del Toro, già vincitore al Festival del Cinema di Venezia, Dunkirk di Nolan e Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. Quest’ultimo, protagonista assoluto ai recenti Golden Globes. Outsider d’eccezione il nostro Luca Guadagnino con Call Me by Your Name. Non è certo una scelta facile ma considerando che Nolan non va troppo di moda a Hollywood e che Del Toro vincerà quello per la regia, diciamo Three Billboards Outside Ebbing, Missouri. Grande escluso della categoria Blade Runner 2049

Miglior attore: Timothée Chalamet per “Call Me by Your Name”, Daniel Day-Lewis per “Phantom Thread”, Daniel Kaluuya per “Get Out”, Gary Oldman per “Darkest Hour”, Denzel Washington per “Roman J. Israel, Esq.”.
Denzel Washington si metta l’animo in pace perché anche quest’anno arriverà secondo. Anzi terzo, considerando che la statuetta se la giocano il giovane Daniel Kaluuya e il solidissimo Gary Oldman, capace di impersonare in maniera sublime Winston Churchill. Credo che gli verrà preferito il giovane collega di colore, ma spero di sbagliarmi questa volta. Grande escluso James Franco, che con il suo The Disaster Artist sembrava avere ipotecato la statuetta. Almeno fino ai noti scandali sessuali che lo hanno coinvolto.

Miglior attrice: Sally Hawkins per “The Shape of Water”, Frances McDormand per “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”, Margot Robbie per “I, Tonya”, Saoirse Ronan per “Lady Bird”, Meryl Streep per “The Post”. Questa è forse la previsione più difficile perché, se escludiamo Meryl Streep che in questo film di Spielberg è come sempre bravissima ma forse non eccezionale, tutte le altre meriterebbero un premio. La mia preferenza personale va sicuramente a Margot Robbie, splendida in I, Tonya ma temo vincerà la Hawkins per quello che ha saputo mettere in scena nel film di Del Toro. In questo caso niente esclusioni importanti, direi.

Oscar 2018: Margot Robbie

Oscar 2018: Margot Robbie in I, Tonya

Regia: “Dunkirk” di Christopher Nolan, “Get Out” di Jordan Peele, “Lady Bird” di Greta Gerwig, “Phantom Thread” di Paul Thomas Anderson e, naturalmente, “The Shape of Water” di Guillermo del Toro.
Del Toro parte in pole position ma attenzione a Nolan, Peele e, soprattutto, alla Gerwing. Bravissima e apprezzatissima. In un anno disgraziato come questo, e dopo la sorprendente esclusione di Sofia Coppola (premiata per la miglior regia a Cannes e assente agli Oscar 2018), la vittoria di una donna in una categoria storicamente monopolizzata dagli uomini sarebbe più che auspicabile. Io voto per lei. Grande escluso di questa categoria Denis Villenevue. L’anno scorso ci era andato vicino con Arrival e quest’anno avrebbe dovuto vincerlo con il suo sequel di Blade Runner. Purtroppo per lui non è nemmeno tra i nominati. Ci riproverà l’anno prossimo con il remake di Dune.

Sceneggiatura adattata: “Call Me by Your Name” di James Ivory, “The Disaster Artist” di Scott Neustadter & Michael H. Weber, “Logan” di Scott Frank & James Mangold and Michael Green, “Molly’s Game” di Aaron Sorkin, “Mudbound” di Virgil Williams and Dee Rees.
Questa è l’occasione d’oro per il film del nostro Luca Guadagnino. Se la dovrà vedere con The Disaster Artist ma viste le recenti vicissitudini di James Franco credo che ce la farà. Qui la lista degli esclusi è lunghissima, mi limiterò a citare The Beguiled di Sofia Coppola che, oltre che in quella per la sceneggiatura adattata, meritava di comparire in almeno altre tre categorie (costumi, regia e miglior film).  

Original Screenplay: “The Big Sick” di Emily V. Gordon & Kumail Nanjiani, “Get Out” di Jordan Peele, “Lady Bird” di Greta Gerwig, “The Shape of Water” di Guillermo del Toro e Vanessa Taylor, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh. 
Il favorio è McDonagh, capace di inventarsi una storia alla Fargo che ha convinto pubblico e critica. Meriterebbe un premio anche Peele per il suo coraggioso film e lo stesso Del Toro per averci regalato l’ennesima fiaba che addolcisce l’anima. Vincerà McDonagh. Grandissimo escluso per questa categoria, Wind River di Taylor Sheridan. Un film violento e scomodo che però avrebbe meritato un riconoscimento. Tanto per la qualità quanto per le vittime delle violenze di cui tratta.

Fotografia: “Blade Runner 2049” Roger Deakins, “Darkest Hour” Bruno Delbonnel, “Dunkirk” Hoyte van Hoytema, “Mudbound” Rachel Morrison, “The Shape of Water” Dan Laustsen. 
Questo è un premio per Dunkirk. Se avete visto il film di Nolan in un cinema IMAX credo concorderete con me. 

Oscar 2018: Jimmy Kimmel

Oscar 2018: presenterà ancora una volta Jimmy Kimmel

Miglior film straniero: “A Fantastic Woman” (Chile), “The Insult” (Lebanon), “Loveless” (Russia), “On Body and Soul (Hungary), “The Square” (Sweden).
Una delle categorie più martoriate. Sempre al centro di polemiche tanto per la lista quanto per la scarsa visibilità. Quest’anno potrebbe toccare alla pellicola cilena, ma occhio anche a quella ungherese.

Montaggio: “Baby Driver” Jonathan Amos, Paul Machliss, “Dunkirk” Lee Smith, “I, Tonya” Tatiana S. Riegel, “The Shape of Water” Sidney Wolinsky, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri” Jon Gregory.
L’Oscar 2018 per il lavoro sporco spero lo vinca la Riegel per I, Tonya. Buone chance anche per Blade Runner 2049, Dunkirk e The Shape of Water però I, Tonya ha qualcosa in più in questo senso. 

Effetti speciali: “Blade Runner 2049”, “Guardians of the Galaxy Vol. 2”, “Kong: Skull Island”, “Star Wars: The Last Jedi”, “War for the Planet of the Apes”.
La presenza di Kong: Skull Island l’avevamo pronosticata già a marzo dell’anno scorso, ma difficilmente vincerà. Questa è una lotta tra Blade Runner 2049 e Star Wars: The Last Jedi. Con il primo favorito sul secondo. Eventuale outsider War for the Planet of the Apes.

Non ci rimane che aspettare il 4 marzo per vedere chi vincerà per davvero. Ancora non mi è chiaro perché si ostinino a fare la cerimonia di domenica obbligando tutti gli appassionati europei a una nottataccia e un lunedì con litri di caffè e occhiaie. Ad ogni modo, anche così credo ne valga la pena.

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