Pensieri e Canzoni in un pomeriggio d’Estate

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Un pomeriggio di metà estate, un giardino pieno zeppo di fiori profumati e qualche erbaccia da strappare ed all’improvviso un vociare di bambini che si rincorrono in bicicletta, spensierati come la loro giovane età.

Tra le mille parole che si scambiano, uno di loro inizia a cantare una canzone… “Volare ohohoho, cantare, ohohohoh, nel blu dipinto di blu, felice di stare lassù .. Volare..ohohoho…”. Mi guardo intorno… Siamo nel 2017 o nel 1958? Sto sognando o vivendo come nel film “Ritorno al futuro” oppure no? E non è la “Volare” inascoltabile di Rovazzi, ma quella bellissima di Modugno!

Poi capisco.. è il potere della musica! Un bambinetto di circa otto anni canta una canzone che nacque in un periodo dove forse suo nonno aveva circa otto anni… Le canzoni attraversano epoche e mode, la musica colora i nostri ricordi e ci provoca profondi tuffi al cuore quando sentiamo quelle precise note che una volta ci fecero sognare ad occhi aperti. Le canzoni con il passare del tempo non appartengono nemmeno più a chi le ha cantate, ma sono nostre, sono di chi le ha fatte vivere al di fuori dagli show del sabato sera e dalle classifiche di vendita.

Sono le famose canzoni da cantare intorno ad un fuoco estivo, sono quelle che si sentivano dai juke-box nei bar avvolti di fumi e di ricordi, sono quelle di cui scrivevamo i testi sulle pagine dei diari di scuola per poi impararle a memoria, sono quelle che cantiamo soprappensiero mentre facciamo altro.

Ah, le canzoni, come diceva Vasco, “nascono da sole, vengono fuori già con le parole…”! Quale mistero si nasconde nelle canzoni, quelle che restano appese alla memoria, quelle inspiegabilmente dimenticate, impolverate, senza apparente valore ma pronte ad essere messe a nuovo all’improvviso e ricollocate al giusto posto nella storia della musica … e ripassa il bambino che canta ancora “Volare, nel blu dipinto di blu…” … e mentre mi occupo del mio piccolo giardino, anche io, senza pensarci, intono le stesse note… “Volare, ohohoh… cantare ohohoho…

Marco Fioravanti
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