Room 104, la nuova scommessa di HBO

Room 104
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Room 104, la nuova serie di HBO, che ha esordito negli Stati Uniti solo un paio di giorni fa, è decisamente intrigante. Una formula piuttosto speciale che ambisce a conquistare tanto gli amanti del genere drammatico quanto quelli della commedia.

Un piano ambizioso quello di HBO con Room 104, non c’è che dire. Generalmente, tutti coloro che hanno ambito ad accontentare diverse categorie di telespettatori hanno finito per non accontentarne nessuna. Però, come sempre quando parliamo di questo colosso americano, vale la pena di offrire il beneficio del dubbio.

Room 104 è una serie che si sviluppo in 12 episodi di 30 minuti. Ciascuno di essi è interamente girato in una camera di motel e senza alcun tipo di collegamento. Tanto di storia quanto, appunto, di genere. Sostanzialmente, se il primo episodio, intitolato “Ralphie”, si può tranquillamente definire di tipo thriller/noir, non sappiamo ancora quale sarà il plot dei successivi. Stando a quanto dichiarato da HBO (e riportato in IMDB) passeremo dal drammatico alla commedia, senza dimenticare il genere romantico.

Room 104: episodi nella stessa stanza

Room 104: 12 episodi nella stessa stanza

Il rischio, naturalmente, è quello di destabilizzare lo spettatore che, conquistato dallo stile di un episodio, potrebbe ritrovarsi spiazzato la settimana seguente. Il filo conduttore su cui punta HBO è quello della Room 104. Un’idea che magari non sarà unica nel suo genere – anche in Black Mirror di Netflix gli episodi non sono correlati tra loro – ma che ha di certo dell’originale e merita una chance.

Il primo episodio racconta di una baby sitter di nome Meg (Melonie Diaz) che viene contrattata da un padre sulla quarantina che si trova nel motel con il proprio figlio di circa 10 anni. Ralph (Ethan Kent), questo è il nome del ragazzino, è un bambino timido e ben educato. Quando Meg arriva, però, il piccolo si chiude in bagno. Il padre se ne va e la ragazza rimane sola con Ralph che finalmente esce, scusandosi per l’attesa. La giustifica dicendo che ha dovuto convincere il suo alter ego “Ralphie” a rimanere in bagno, perchè Ralphie è pericoloso e non va d’accordo con le ragazze. 

La giovane pensa a uno scherzo del bambino, ma pochi istanti dopo si deve ricredere. Ralph va in bagno ma ad uscire è proprio Ralphie che la spinge a terra gridando che la vuole uccidere. Dopo qualche attimo di pura tensione, tutto sembra tornare alla normalità. Il bimbo va a dormire e la baby sitter si mette comoda ad aspettare il ritorno del padre. Ralphie permettendo, s’intende…

La serie ricorda, per certi versi, un altro Motel piuttosto famoso: il Bates Motel. Ironia della sorte quella serie, che ci ha accompagnato per anni, ha visto la sua fine proprio quest’anno, ma mai dimenticheremo la doppia personalità di Norman o la presenza scomoda di Norma nella sua vita.

Room 104: Meg, la baby sitter

Room 104: Meg, la baby sitter del primo episodio

Una curiosità: il concetto della camera d’albergo deve piacere proprio un sacco a quelli di HBO visto che, prima di realizzare Room 104, ci provarono con Hotel Room, una serie diretta niente meno che da David Lynch e Monty Montgomery. Il progetto però durò il tempo di tre episodi. Una sorta di pilota diviso in tre parti che raccontava i fatti accaduti nella camera 603 di un hotel di New York in tre annate differenti: 1969, 1992 e 1936.  

Non sono ancora noti i dati relativi al numero di spettatori ottenuto del primo episodio, ma la critica americana (che ha visto in anteprima i primi 6 episodi) ne ha parlato positivamente, ed in IMDB il punteggio medio assegnato dagli utenti è già superiore al sette. Non male come inizio.

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