Tempo Pittore, la nuova opera di Giuseppe Selvaggi

La copertina di "Tempo Pittore"
RIPRODUZIONE RISERVATA : Copyright MilanoReporter

Emozioni trascritte sulla carta e raccontate dal cuore, il passaggio dell’anima attraverso le esperienze di una realtà che Giuseppe Selvaggi, dirigente di banca ora trasformatosi in scrittore, ha voluto stendere sulle pagine del suo secondo libro, “Tempo Pittore”. Un titolo che lo stesso Selvaggi intende spiegare: “Ricerca del tempo smarrito ritrovato nelle parole che evocano vissuti, desideri di attimi, attingimenti dal passato di cose amate, quello che ne scaturisce sublima la mancanza di vissuti irripetibili e non cancellabili”. E ancora: “Nel Seicento venne coniata l’espressione ‘tempo pittore’, la scurità che il tempo fa apparire sopra le pitture intesa come il valore del passaggio del tempo sull’opera che talvolta le favorisce. Il tempo smorza le tinte forti e attiva una patina di mistero sulla tela pittorica che è la vita di ciascuno”.
Immagini che lo scrittore di origine pugliese aveva già evocato, in prosa, nel suo libro d’esordio, “Milano e il mare dentro”, un paradosso che invece rende chiaro i concetti opposti che Selvaggi unisce e rielabora nei suoi scritti, dove si bilanciano le esperienze interiori e l’impatto con la realtà, il suo Meridione e il Settentrione adottivo, dove il rumore del tutto defluisce nel suono dell’unico. Selvaggi riesce a sorprendere con un nuovo lavoro da leggere d’un fiato, che appare musica e che all’opera di un gruppo musicale potrebbe essere accostato, ma di quelli seri, in cui il secondo album non è mai uguale al primo e anzi, arricchisce il precedente. Del resto, leggendo la prosa e la poesia di Selvaggi non è difficile accostarvi un’altra arte, decida il lettore quale. L’autore suggerisce la pittura, chi ha steso queste parole ci aggiunge la musica.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*