The Dark Tower, Matthew McConaughey non basta

The Dark Tower
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Dopo innumerevoli tentativi falliti ed alcuni no eccellenti, The Dark Tower – la splendida serie di romanzi fantasy scritta dal grande Stephen King – diventa un film. Purtroppo, però, non sono molte le cose da celebrare.

Racchiudere in un film come The Dark Tower l’intensità, lo spessore e la complessità di otto libri scritti da un maestro del fantasy come Stephen King era già in partenza un obiettivo più che ambizioso. Farlo poi in soli 95 minuti, ovvero molto  meno della durata media di un film drammatico dei giorni nostri, era davvero impossibile. Avrebbe dovuto capirlo tanto la Warner Bros come il regista danese Nikolaj Arcel che, a dire la verità, si rumoreggia fosse arrivato molto vicino al licenziamento da parte della casa produttrice proprio per la pochezza del risultato ottenuto. 

In fin dei conti se colleghi molto più blasonati di lui come, ad esempio, il grande Ron Howard (che lavorò alla sceneggiatura per cinque anni prima di mollare il colpo) avevano dichiarato apertamente che racchiudere quella saga tanto lunga quanto potente in un solo film sarebbe stato impossibile, un motivo ci sarà pure stato. Come spesso accade, però, gli occhi sono più grandi dello stomaco ed in questo caso lo sono stati tanto per Warner quanto per Arcel che non ha saputo sfruttare al meglio l’occasione di una vita, il budget di sessanta milioni di dollari ed il cast sensazionale dove spicca il premio Oscar Matthew McConaughey. Uno che tutto quello che tocca, o per meglio dire interpreta, lo trasforma letteralmente in oro. Anzi, quasi tutto. 

The Dark Tower: viaggiatori

The Dark Tower: i due viaggiatori

Il film, per ovvie ragioni, non può mostrarci tutti gli eventi narrati negli otto libri della saga (pubblicata in Italia con il titolo di La torre nera). Di fatto, il frammento raccontatoci nella pellicola, si sviluppa tutto attorno al viaggio del giovane Jake Chambers (Tom Taylor), un ragazzino a caccia di avventure che scopre alcuni indizi che lo conducono ad una sorta di portale per un’altra dimensione, il Medio-Mondo. Una volta varcata quella soglia, Tom incontrerà il pistolero Roland (un Idris Elba più che buono, per la verità) che sta viaggiando – o forse è meglio dire errando – alla ricerca della torre nera, un luogo dove spazio e tempo si mescolano, qualunque cosa questo voglia dire. Un viaggio, quello dei due protagonisti, reso ancor più difficile dalla presenza di mostri molto pericolosi e, soprattutto, di uno stregone chiamato the Man in Black (McConaughey) che ha la stessa ambizione di Roland.

Che questo primo tentativo cinematografico non sarebbe piaciuto agli amanti della saga di The Dark Tower, francamente non sorprende, accade spesso che gli amanti di un romanzo abbiano da ridire sul modo in cui registi ed autori lo trasferiscono sul grande schermo. Il vero peccato è che questa produzione non riesce a trasmettere la bellezza di questa storia a tutti coloro che ancora non la conoscevano (e che, magari, preferiscono andare un paio d’ore al cinema che leggere otto romanzi). E pensare che, nonostante un pessimo 18% di review positive in Rotten Tomatoes, il film – durante lo scorso week end – ha incassato oltre 19 milioni di dollari (due in più di Dunkirk). 

Idris Elba si distingue positivamente per la recitazione e per il match con il personaggio che interpreta. Incredibile ma vero, non possiamo dire lo stesso per 

The Dark Tower: un McConaughey meno convincente

The Dark Tower: un McConaughey meno convincente del solito

McConaughey. Il suo personaggio è poco credibile, debolmente malvagio ed incapace di coinvolgere. Probabilmente non è tutta colpa del talentuoso attore texano (già vincitore di un Oscar in carriera), ma sembra chiaro che quest personaggio proprio non gli piacesse.

Risulta abbastanza evidente che lo script è stato lavorato da mani differenti e, probabilmente, anche il montaggio è stato un vero incubo. A causa della breve durata, poi, molti aspetti che nei romanzi avevano una certa rilevanza, finiscono per essere maldestramente accennati finendo per confondere lo spettatore. 

The Dark Tower è più una torre di babele destinata a crollare che il colossal destinato all’olimpo del cinema che ci saremmo aspettati. Non fatevi ingannare da questi primi incassi, perché non si tratta di un film massacrato da una critica snob e amato dal pubblico, ma di una produzione tanto attesa e sagacemente incastonata in un momento perfetto, ovvero con poche altre novità al cinema.   

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