War Machine. Brad Pitt e Netflix insieme

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War Machine non è semplicemente uno degli ultimi film prodotti da Netflix e messi a disposizione per il pubblico di mezzo mondo. Questo film rappresenta l’esordio di Brad Pitt in una pellicola che non vedrà mai una sala cinematografica. 

Non sottolineo certo l’unicità di questo evento per fomentare la recente polemica tra Pedro Almodovar – presidente di giuria dell’ultimo Festival di Cannes – ed il network digitale americano, ma, piuttosto, per evidenziare come, grazie a War Machine, ci troviamo di fronte ad un momento storico: la star più pagata (o una delle più pagate) di Hollwood accetta un ruolo in un film che la gente non potrà vedere dalla poltrona di un cinema. Lo so che lo ho già detto. Ma converrete con me che il cambio è a dir poco epocale, quindi concedetemi la ripetizione. 

War Machine, per altro, è un bel film. Racconta delle incongruenze della guerra americana in Afghanistan, una guerra che teoricamente ha lo scopo di donare la democrazia ad un popolo che, perdonate la considerazione semplicistica, non sa che farsene. 

Il Generale McMahon, Brad Pitt per l’appunto, è un eroe di guerra. Ha partecipato praticamente ad ogni conflitto bellico che ha visto coinvolto l’esercito americano, ed è famoso per essere un risolutore. Uno stratega che, se necessario, si mette in prima linea a combattere pur di portare a casa il risultato. Un’interpretazione, quella di Pitt, davvero sensazionale. La mimica facciale, le piccole grandi manie da soldato inquadrato, il modo di correre quasi scimmiesco del Generale, rendono questo personaggio unico, e trasmettono chiaramente allo spettatore quali sono i valori e la visione di quest’uomo che, suo malgrado, si ritrova a combattere una guerra che non si può vincere. 

War Machine: Brad Pitt e Ben Kingsley

War Machine: Brad Pitt con Ben Kingsley

Cercherà, McMahon, di porsi degli obiettivi chiari. Un traguardo attraverso cui poter dire di avere vinto, ma si scontrerà con l’impossibilità di combattere nel modo in cui è capace. L’Afghanistan che si racconta in War Machine è maledettamente reale e ci mostra chiaramente perché, un uomo con la mente da soldato, non può combatterci.  

Il Generale chiederà 40,000 uomini in più per portare a termine il suo compito, ma il Presidente (Obama) gliene darà solamente 30,000, per cui il soldato dovrà trasformarsi in politico, andando a sedersi ai tavoli delle Nazioni Unite per trattare con dei politici ed ottenere, possibilmente, le sue truppe.

Ma un soldato è un soldato e non conosce i tranelli della politica e questo, in War Machine, appare lampante. Il Generale lo scoprirà a sue spese, scoprendo il fianco per un attacco che non sarà in grado di fronteggiare. Un uomo in balia delle chiacchiere che, pur volendo, non potrà fare quello per cui è capace: guerreggiare. 

War Machine: Brad Pitt e la corsa scimmiesca

War Machine: Brad Pitt e la corsa scimmiesca del Generale

War Machine appare dapprima un film comico. Brad Pitt e la sua mimica facciale fanno veramente ridere. Ben presto, però, la guerra avrà il sopravvento sulla leggerezza e – attraverso gli occhi di un giovane soldato di colore – ci esploderà in faccia come una granata. 

Realizzato con un budget di circa 60 milioni di dollari, War Machine rappresenta un altro passo avanti di Netflix nella conquista del mondo dell’intrattenimento. Portare un attore come Brad Pitt sul piccolo schermo facendogli credere di essere ancora sul grande è qualcosa di geniale. E quello che è ancora più importante è che, a vincere, è il pubblico digitale. 

War Machine è disponibile online dallo scorso 26 di Maggio. Non lasciatevelo scappare. Almeno per il Brad Pitt stratosferico che ci recita. E pensate che non vi ho raccontato chi appare nella scena finale, regalando al pubblico un cammeo davvero speciale…

Lo so, sono crudele. Ma in guerra (ed in amore) tutto è lecito.

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