Alla Scala ritorna Francesca da Rimini

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Francesca da Rimini torna al Teatro alla Scala dopo 39 anni. Fabio Luisi dirige il capolavoro di Riccardo Zandonai per nove recite dal 15 aprile al 13 maggio in un nuovo allestimento di David Pountney con scene di Leslie Travers e costumi di Marie-Jeanne Lecca. Maria José Siri, trionfatrice come Madama Butterfly del 7 dicembre 2016, è Francesca. Paolo il Bello ha la voce di Marcelo Puente, che ha sostenuto la stessa parte di recente all’Opéra National du Rhin; il baritono Gabriele Viviani è Giovanni lo sciancato. Il pubblico milanese ha così l’opportunità di riscoprire un’opera in passato popolarissima e mai più rappresentata dopo la celebre edizione del 1959 con Gianandrea Gavazzeni sul podio e Magda Olivero e Mario del Monaco in palcoscenico.

La proposta di Francesca da Rimini si inscrive in un più ampio progetto culturale teso alla valorizzazione del repertorio italiano e in particolare del belcanto e del periodo verista, in cui l’opera di Zandonai si colloca con ampia autonomia stilistica. Lo spettacolo fa parte del palinsesto del Comune di Milano “Novecento Italiano”.

Riprendere Francesca da Rimini significa anche aprire il cammino delle celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri. La ricorrenza cade nel 2021 ma è del febbraio 2018 il decreto di istituzione del Comitato Nazionale. La nuova produzione scaligera si pone quindi come primo passo di un percorso quadriennale di manifestazioni cui parteciperanno le principali istituzioni culturali del Paese.

Sull’opposizione tra universo femminile sensuale, arrendevole e sognante e una realtà maschile sanguinaria e brutale, come immaginato da D’Annunzio e tradotto in sonorità lussureggianti da Zandonai, poggiano le premesse drammaturgiche dello spettacolo di Pountney, che si avvale di una scenografia colossale: una struttura cilindrica che all’interno accoglie la stanza di Francesca abitata da una candida statua femminile alta sei metri, all’esterno presenta una superficie metallica irta di postazioni militari che alludono anche alle imprese belliche del Vate.

Marco Fioravanti
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