I The Sonics infiammano la Santeria Social Club

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La serata del giorno di San Valentino non poteva essere che celebrata dagli amanti del rock mondiale con il concerto delle leggende del garage rock… signore e signori, ragazze e ragazzi la Santeria Social Club di Milano ha l’onore di ospitare i The Sonics.

In apertura dei ragazzi di Tacoma (non molto lontano da Seattle), si sono esibiti i Chain and the Gang, la creatura dell’istronico ed ecclettico Ian Svenonius ha dato vita ad un’ora di pura chimica rock, accompagnato da una formazione di sole ragazze, il buon Ian da vita a puro spettacolo, lui un incrocio tra Mick Jagger e Iggy Pop, per le movenze, fa partire la serata a mille con un sound del tutto originale assolutamente da non perdere a futuri concerti qua nel nostro bel paese.

E poco prima delle 23 salgono sul palco un pezzo di storia del rock mondiale, padri del garage rock i The Sonics e danno vita ad un concerto di contaminazione prettamente sixties, avendo alle spalle 2 pietre miliari come “Here Are the Sonics” (1965) e “Boom(1966), ed il grande ed inatesso ritorno sulla scena rock dopo 50 anni con “This is the Sonics” (2015). I “ragazzi” hanno fatto letteralmente ballare tutta la Santeria, come se il tempo si fosse fermato ai mitici anni 60. Della line up originale e rimasto il solo Rob Lind al sax e armonica, e possiamo dire che sia stato il pioniere dell’uso del sax in produzioni rock e The Stooges, Rolling Stones e Bruce Springsteen ne sanno qualcosa. Ad accompagnarlo non ci sono più i storici Gerry Roslie – organo, pianoforte, voce, i fratelli Andy e Larry Parypa rispettivamente basso e chitarra/voce ed il batterista Bob Bennett per oramai superati limiti di età; ad accompagnare Lind in questa nuova avventura ci sono Evan Foster (chitarra, voce), Jake Cavaliere (organo, piano, voce), Dusty Watson (batteria) e Don Wilhelm (basso, voce).

Il set della serata non poteva che essere caraterizzato sulle hit dei loro primi 2 album, pezzi come “Strycnine”, “Psycho”, “Have Love Will Travel” e ancora “The witch”, “Bad Betty”, “Boss Hoss” e chi più ne ha più ne metta, fino ad arrivare ai pezzi del nuovo album con “I Don’t need no Doctor”, “Sugaree” e “Be a Woman” solo per citarne alcuni, per un revival di puro sound sixties. Nonostante il passare degli anni questa musica resta terribilmente all’avanguardia, un onda di genuina elettricità per non restare mai fermi. Ai The Sonics vanno gli onori delle armi e Milano gli attribuisce il giusto e lungo applauso per questa macchina supersonica di rock and roll… alla prossima.


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