Un sogno chiamato Florida. Il dramma di non avere scelte

Un sogno chiamato Florida
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Un sogno chiamato Florida (The Florida Project) arriva finalmente in Italia. Oltre alla performance di Willem Dafoe che gli valse la nomination all’Oscar, il film mostra tutta la fragilità del sogno americano.

Un sogno chiamato Florida. Un titolo che, se volete, potremmo parafrasare in “un sogno chiamato America”. Perché è proprio l’infrangersi del sogno americano il vero protagonista del film di  Sean Baker.

Un sogno chiamato Florida: Bobby

Un sogno chiamato Florida: Bobby con Moonee

Moonee (Brooklynn Prince) è una bimba di sei anni che vive in un Motel con Halley (Bria Vinaite), la madre ribelle. Inganna il tempo facendo marachelle con i suoi giovani amici Scooty e Dicky, senza che vi siano adulti che li controllino. L’unico che a volte presta loro attenzione è Bobby (Willem Dafoe), il manager del motel. Un uomo buono e semplice che cerca di fare il suo lavoro onestamente e di non farsi coinvolgere troppo nella vita privata dei suoi inquilini. Un proposito che, nel caso di quei tre ragazzini, è difficile da rispettare. Halley non trova lavoro. Vive di espedienti e fatica a trovare i soldi dell’affitto. Una situazione complicata in cui, a rimetterci, è proprio la piccola Moonee, e in cui Bobby non può fare molto.

Il film debuttò nella sezione speciale dello scorso Festival di Cannes, per fare il suo esordio nelle sale americane a ottobre 2017. La nomination all’Oscar per miglior attore non protagonista ricevuta dal bravissimo Willlem Dafoe ha contribuito alla notorietà di una pellicola che è stata prodotta con meno di due milioni di dollari e ne ha incassati cinque solamente negli Stati Uniti.

Un sogno chiamato Florida: Moonee

Un sogno chiamato Florida: Moonee con la madre

Un sogno chiamato Florida è un film dalla fotografia minimalista e desolante. Immagini di un decadimento americano che va in scena a pochi passi da Disneyworld, vicino ad Orlando, e in cui il sorriso dei giovani protagonisti rappresenta un vero e proprio raggio di sole in mezzo al nulla. La maggior parte degli attori che hanno recitato nel film sono al debutto, l’unico volto noto è proprio Dafoe, che ricopre perfettamente il ruolo del mentore. Tanto nella storia come sul set. 

Una storia che fa riflettere su come la società americana possa offrire tutto a chi riesce a entrare nel suo meccanismo e non dare niente a chi, invece, fatica a trovare la stella polare. Il messaggio di speranza sta tutto nei volti sporchi di gelato dei suoi tre bravissimi protagonisti, che si passano un cono comprato con i pochi spiccioli racimolati mentre camminano verso un motel che chiamano casa. Un sapore dolce che, nonostante tutto, nessuno potrà portargli via.

Un sogno chiamato Florida è disponibile nelle sale del nostro Paese da giovedì 22 marzo. 

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